PANE e Solidarietà

 In PANEe...

Bellezza e bontà, solidarietà e coraggio hanno fatto da scenario al lancio del progetto Pan dei Pani. Debuttare in modo ufficiale in una manifestazione che negli anni ha fatto della solidarietà la sua nota distintiva è un valore aggiunto non da poco. Un dono di cui sono molto grata.

Pan dei Pani, il progetto dell’azienda PiantaGrani che vuole condividere le sue bontà legate al territorio, ha avuto l’onore di calcare il palcoscenico di “Guardami Oltre…! – Sanremo per il sociale“, l’evento ideato e organizzato da Patrizia del Vasco e Gino Aveta, che si pone lo scopo di raccontare le persone più fragili attraverso i progetti artistici che li vedono protagonisti.

E che, in parallelo con il festival della canzone italiana ospitato nella città dei fiori, dà a chi è presente come partner l’occasione di ascoltare, conoscere e sostenere i progetti di chi si misura quotidianamente con le difficoltà senza mai cedervi il passo.

Un vero onore poter raccontare Pan dei Pani al microfono della splendida Patrizia del Vasco, rispondere alle sue domande ed illustrare ad una platea veramente speciale quali sono i valori che ci muovono e poi far assaggiare addirittura ai presenti il nostro pane integrale, realizzato con la farina di grano antico macinato a pietra, preparato dagli chef dei grani Helga Liberto e Vito De Vita.

Loredana Parisi e Patrizia del Vasco


Insieme a Patrizia del Vasco.

Per Pan dei Pani non avrei potuto desiderare un battesimo migliore: il pane che si fa cibo di speranza e allo stesso tempo diventa simbolo dell’inevitabile cambiamento. Cambiamento che ogni volta conduce ad una nuova necessaria condizione, ben descritta dalla metafora del seme che rinasce dalla terra, si fa pianta, spiga e di nuovo seme, poi farina e quindi pane. Un ciclo in continuo divenire, che segue delle regole che a volte non capiamo ma che è inarrestabile come la vita.

Le storie che si sono succedute sul palco di Guardami Oltre sono di grande insegnamento: il teatro, la musica, la poesia e il cinema, come tutte le forme di arte, hanno permesso alle emozioni di trapelare più spontaneamente dalle storie dei protagonisti di questa edizione, rendendo ancora più immediato il legame con il pubblico. Il lavoro per salvare l’infanzia a rischio della Fondazione Rione Sanità di Napoli; la ristorazione solidale della Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus di Milano; i ragazzi dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, il cibo e le emozioni di Never Give Up Onlus di Roma che si occupa di disturbi alimentari quali anoressia, bulimia e binge eating.

Nella tre giorni sanremese le emozioni sono state proprio tante. Quello che porto ancora con me, nel mio cuore, è la testimonianza di un infermiere sieropositivo, Pasquale Vivace, sul palco con i volontari Ospedalieri lotta AIDS di Napoli, dell’associazione V.O.L.A. che si occupano di prevenzione in materia di droghe, alcol e AIDS.

Pasquale, durante il suo intervento, tra i vari argomenti trattati, ha posto l’accento su un tema a volte sottovalutato e cioè sull’importanza di seguire un regime alimentare che cambia anche in considerazione dei trattamenti terapeutici che si stanno seguendo. E nel caso dei malati di AIDS, scegliere con attenzione cosa mangiare è ancora più rilevante. Grazie a Pasquale per averci fatto riflettere su questo argomento.

E grazie alle persone che tutti i giorni esprimono la loro voglia di vivere, superando i limiti che la paura vorrebbe loro imporre.

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